di Anna Serra
In anni recenti l’archeologia dell’infanzia ha preso sempre più piede negli studi di settore, sviluppando una vera e propria autonomia fra gli studi di genere. Specialmente nel mondo etrusco e italico le indagini rivolte alla classe degli individui non adulti sono state dirette a colmare l’importante lacuna delle fonti, che forniscono scarse informazioni in merito. Nonostante la componente non adulta dovesse costituire una parte sostanziale della popolazione, lo studio di questa classe è ancora oggi fortemente legato alla documentazione funeraria. I progetti di studio avviati in anni recenti per l’ambito preromano, fra cui anche BIRTH (Burial/Infant/Ritual/Theme) dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, stanno cominciando a delineare un quadro complesso nella penisola italiana, grazie anche alla definizione di un metodo di indagine specifico integrato dalle competenze dell’antropologia fisica e culturale. L’opera mira ad analizzare l’evoluzione del trattamento funerario riservato agli individui non adulti nelle comunità etrusche della Valle del Po attraverso una catalogazione sistematica della documentazione funeraria, che ad oggi ha permesso di registrare più di 700 sepolture attribuibili a infanti (Inf. 1: 1-3 anni), bambini (Inf. 2: 3-12 anni) e adolescenti (Inf. 3: 12-20 anni). La ricerca ha necessitato un approccio contestuale e diacronico, distinguendo la documentazione raccolta fra il IX e gli inizi del VI secolo a.C. (Parte I) dal periodo compreso fra il pieno…
ArgomentoArcheologiaDisciplinaArcheologiaFormato210x297 mmPagine348Anno2025ConfezioneBrossuraLinguaItalianoISBN9791254775943ISBN online9791254775950

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